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  >  Archeologia   >  “Pompei” e “Ercolano” – Una visione archeologica
Rosso Pompeiano - Ercolano - (c) Juana Vélez A

Nell’autunno del 79 d.C. il Vesuvio, che a quel tempo non aveva la forma che conosciamo oggi e si chiamava Monte Somma, eruttò, portando la vita di intere città, tra cui Pompei ed Ercolano, ad un punto morto. Oggi abbiamo l’opportunità di conoscere più specificamente la vita nell’antico impero romano. Il lavoro fatto durante i secoli dalla scoperta delle città ci porta indietro nel tempo. Ecco una breve panoramica archeologica di queste due città.

Con l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. abbiamo i primi documenti dell’attività vulcanica del Vesuvio, iniziata il 24 agosto. Ma il ritrovamento di alcuni alimenti nelle case di Pompei farebbe pensare che sia stato il 24 ottobre.

Pompei

Pompei non si alzò dalle sue rovine per secoli e la zona fu praticamente abbandonata. Solo dopo molti secoli furono trovate le prime tracce della città sepolta. Nel 1594 e 1600, l’architetto Domenico Fontana scavò nella zona un canale per le acque del fiume Sarno, tuttavia a quel tempo l’esplorazione archeologica non si estendeva.

Tuttavia, nel 1758, sotto il governo del re di Napoli, Carlo di Borbone, iniziarono gli scavi regolari e da allora sono continuati ininterrottamente.

Gli scavi

È ovvio che il sistema di scavo è stato diverso durante questi secoli. All’inizio, cercavano elementi nelle rovine come dipinti, sculture, mosaici e altri oggetti che potevano essere di interesse artistico e curiosità e in alcuni casi, coprendo le rovine che erano venute alla luce. Ma più tardi la tecnica di scavo fu perfezionata e allo stesso tempo cambiò l’interesse culturale per le reliquie del passato. Così ogni elemento ottenuto dall’esplorazione sistematica divenne un argomento di studio e di ricerca, e la conservazione e il restauro dovevano essere eseguiti nel miglior modo possibile.

Così i nuovi scavi tendono a presentare le case e le strade di Pompei come apparivano all’epoca, per offrire al visitatore e allo studioso la visione più completa possibile della città del mondo antico. A questo proposito vale la pena menzionare la tecnica di recupero degli elementi organici sparsi sotto terra (corpi umani, animali, alberi, oggetti di legno) per mezzo di “calchi”. Si tratta di calchi in gesso fatti dagli spazi vuoti lasciati da questi elementi..

Circostanze particolari

Le particolari, anzi eccezionali circostanze in cui furono sepolte Pompei ed Ercolano (e altre città come Oplontis, Boscoreale, Terzigno e Stabia), la cui vita cessò nel brevissimo tempo di 2 giorni, hanno permesso di recuperare negli scavi oggetti, mobili, documenti di vita quotidiana che in condizioni diverse sarebbero scomparsi.

E qui, per esempio, è possibile trovare in abbondanza e varietà tipi di case italiche e romane del II secolo a.C. e del I secolo d.C. E con la casa, anche la storia della pittura nello stesso periodo di tempo. Una classificazione della decorazione murale è stata elaborata in 4 gruppi diversi che sono validi anche per altri siti archeologici meno documentati e che distinguono diversi sistemi decorativi dando a ciascuno anche un tempo cronologico specifico.

Un altro contributo efficace sono i graffiti e i dipinti di Pompei che trattano la storia dell’abbigliamento, delle istituzioni e della lingua parlata nel mondo romano nel I secolo d.C.

Anfiteatro Pompei – (c) Juana Vélez A

La città è nella sua ultima fase di sviluppo, circondata da mura con torri di difesa e porte di accesso. All’interno, ci sono due strade principali che corrono in direzione est-ovest (Via Nola e Via dell’Abbondanza), una che corre in direzione nord-sud (Via di Stabia) e altre strade generalmente parallele a queste. Il centro della città: la Piazza del Foro si trova a sud-ovest, mentre altri centri di vita pubblica sono vicini al Foro Triangolare e all’Anfiteatro.

Ercolano

La pianta di Ercolano è estremamente regolare con strade ad angolo retto che definiscono gli spazi abitativi in una forma rettangolare a scacchiera. Il centro è costituito dal Foro e dai grandi edifici pubblici che lo circondavano.

Nell’ultimo periodo della sua vita, la città si sviluppò fuori dalle sue mura, verso il mare e la campagna circostante, dove sorsero piccole ville dove, tra l’altro, furono trovate collezioni di statue e una biblioteca di papiri (Villa dei Pisoni fu scoperta tra il 1750 e il 1765, e nel 1986 lo scavo fu ripreso per portare alla luce l’intera biblioteca).

Da quello che si può dire sullo stato attuale degli scavi, Ercolano doveva avere una fisionomia diversa da Pompei. Più limitato nell’estensione. Rimase, per quanto riguarda l’abbigliamento e la costruzione nei limiti di una tradizione del periodo antico, con un’attività economica basata sull’agricoltura e la pesca dove le classi sociali erano miste.

Fonte: Vision Roma – Pompei ed Ercolano all’ombra del Vesuvio

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